Il temibile Tomato Brown Rugose Fruit Virus (ToBRFV) appartiene al genere virale dei Tobamovirus, ed è stato identificato e caratterizzato per la prima volta in Giordania nel 2015. Nel 2019 la sua presenza è stata riscontrata su piante di pomodoro in Sicilia, provincia di Ragusa. Quello che preoccupa i coltivatori è proprio la semplicità della diffusione di questo virus, che può anche rimanere per mesi nel suolo, nei vestiti o sugli strumenti senza perdere la sua infettività. Inoltre, il virus può diffondersi a lunga distanza attraverso il commercio di materiale infetto come semi o piantine infette.

Quali sono, quindi, le buone norme che possiamo adottare per prevenirlo? 

Come riconoscere il ToBRFV?

Il quadro sintomatologico che si osserva in piante di pomodoro varia di intensità a seconda dei periodi dell’anno in cui si coltiva la pianta. In particolare, sembrerebbe che l’espressione dei sintomi sia direttamente correlata con il fotoperiodo e con la temperatura.
Sul sito dell’Eppo, cliccando qui, è possibile visionare alcune foto utili per individuare precocemente i sintomi del virus in questione.

Le evidenze sulle foglie
– Marcati ingiallimenti internervali nelle foglie
– Deformazioni sulle foglie
– Necrosi totale dell’apice vegetativo
– Necrosi lineari ed imbrunimenti del fusto

Le evidenze sulle bacche
La sintomatologia osservata a carico delle bacche è variabile in base alle condizioni climatiche. Tra i sintomi caratteristici annoveriamo:
– mosaico leggero a carico dei frutti
– marmorizzazione
– mancata colorazione
– suberificazione e necrosi delle bacche appena allegate.

In alcuni casi i sintomi sui frutti possono essere scambiati per danni indotti da PMoV, per questo risulta difficile  la diagnosi di ToBRFV direttamente in campo, in quanto i sintomi variano in funzione di diversi fattori ambientali ed in funzione dell’età della pianta.

Come si trasmette il ToBRFV?

I virus del genere tobamovirus sono particolarmente infidi in quanto capaci di rimanere infettivi per mesi nei residui vegetali e addirittura per anni nei semi. Tale longevità  rende facile la trasmissione  da una pianta ospite ad altre tramite il semplice contatto con materiali infetti, incluso l’abbigliamento degli operatori e le loro attrezzature.

10 Buone pratiche per prevenire il ToBRFV

– Effettuare un autocontrollo delle produzioni saggiando i lotti in produzione.
Sterilizzare o distruggere tutti i contenitori che hanno ospitato il lotto di piante trovate alle analisi infette, così come tutti i residui ed il terriccio contaminato.
Pulire e disinfettare le aree di lavorazione, gli strumenti ed i macchinari utilizzati.
– Assicurarsi che tutti gli operatori e operatrici che entrano nelle serre indossino indumenti protettivi (camici o tute) monouso o lavati con detergenti.
– Utilizzare un tappetino disinfettante all’ingresso delle serre.
– Un analogo tappetino disinfettante deve essere utilizzato per disinfettare le ruote di tutti i veicoli, carrelli, ecc., che entrano in serra.
– Assicurarsi che il disinfettante nei tappetini sia sempre rinnovato.
– Limitare l’accesso alle serre solo alle persone autorizzate ed escludere la presenza di visitatori;
Eliminare qualsiasi erba infestante o pianta estranea all’interno e all’esterno delle serre, possibili serbatoi del virus.
– Utilizzare sementi certificate sicuramente sane o disinfettate.

Cosa facciamo noi

Noi di Meridiem Seeds ci atteniamo a severi protocolli di sicurezza per prevenire le infezioni. Per una maggiore sicurezza, anche i semi destinati alla ricerca vengono disinfettati e trattati come se fossero semi commerciali.

Abbiamo ottenuto le certificazione Gspp (Good Seed and Plant Practices), standard di controllo che si applica a semi e piantine di pomodoro con l’obiettivo di prevenire contaminazioni da patogeni, tra cui Tobrfv. Per fare questo, nei nostri centri di produzione, vengono attuati tutti i tipi di misure di disinfezione. I trattamenti con acido cloridrico (HCl), ipoclorito di sodio (NaOCl) e fosfato trisodio (TSP) si sono dimostrati efficaci nel ridurre la presenza di Tmv e Tomv nei semi di pomodoro e si presume che lo siano anche per quanto riguarda Tbrfv.

Il trattamento del seme con calore secco

Inoltre stiamo sperimentando trattamenti del seme con calore secco (80 °C per 24 ore o 74 °C per 48 ore) che si sono dimostrati essere molto efficaci.
Infatti, per contrastare la diffusione via seme di Pepino Mosaic Virus (Pepmv) che colpisce anche il pomodoro e risulta molto somigliante a Tobrfv, i processi di disinfezione con il calore sono stati presi come modello. Poiché i virioni si trovano principalmente sui tegumenti del seme, la combinazione dei trattamenti chimico e termico è la procedura di sanificazione migliore

Perché Ciringuito è una varietà promettente

Quello che si è notato è come la malattia di solito è più dannosa durante i periodi di stress termico e diminuisce la sua infettività con l’avanzare dell’età della pianta. Anche la varietà di pomodoro e le sue condizioni di crescita influenzano l’espressione dei sintomi.
Il nostro ciringuito, grazie alla sua grande rusticità, soffre meno gli stress termici e idrici e, di conseguenza, è meno esposto ad un aggravamento dei sintomi. 

Il nostro Ciringuito dimostra buona adattabilità nei diversi areali italiani e soprattutto in quei territori dove la coltivazione del pomodoro cherry indeterminato rappresenta un’imprescindibile componente dell’offerta destinata al mercato da consumo fresco. A tale scopo, Ciringuito si colloca nel calendario dei trapianti di agosto-ottobre (anche per ciclo lungo) nei comprensori specializzati della Sicilia.